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Sport, età e allenamento. Cosa succede con l’avanzare dell’età?

Nelle donne anziane, l’assenza di un incremento della gittata sistolica con l’allenamento potrebbe risultare da riduzione del normale incremento del volume plasmatico, depressione della sensibilità del baroriflesso cardiopolmonare, e diminuzione dell’elasticità vascolare correlata alla mancanza di estrogeno (incremento della rigidità vascolare).

Si sottolinea che la performance aerobica delle donne non è comunque influenzata da differenze associate al sesso, come è possibile notare dalle somiglianze maschio-femmina nelle prestazioni sulle ultradistanze di corsa.

Quindi riepilogando

  1. Le capacità fisiologiche e la prestazione decrescono dopo l’età di 30 anni. Molti fattori, tra i quali il ridotto livello di attività fisica, influenzano la velocità del declino.
  2. L’attività fisica regolare e l’allenamento consentono alle persone anziane di mantenere livelli più elevati di capacità funzionale, per quanto riguarda in particolare la funzione muscolare e quella cardiovascolare.
  3. L’invecchiamento biologico si accompagna a cambiamenti in tre sistemi ormonali: l’asse ipotalamo-ipofisi-gonade, la corteccia surrenale e l’asse ormone della crescita/fattore di crescita insulina-simile.
  4. Quando si valutano le differenze fisiologiche e di prestazione tra bambini e adulti occorre tenere in considerazione quattro fattori fondamentali: l’economia dell’esercizio, la massa magra, la potenza anaerobica e i livelli degli ormoni anabolizzanti.
  5. La causa principale della riduzione della forza muscolare associata all’età tra i 25 e gli 80 anni è la diminuzione del 40-50% della massa muscolare, dipendente dalla perdita delle unità motorie e dall’atrofia delle fibre muscolari.
  6. Gli anziani sono caratterizzati da una considerevole plasticità delle caratteristiche fisiologiche, strutturali e di prestazione, tale da consentire miglioramenti di forza marcati e rapidi con l’allenamento anche nella nona decade di vita.
  7. Uno stile di vita fisicamente attivo influenza in modo positivo le funzioni neuromuscolari a qualsiasi età e, potenzialmente, può rallentare il declino dovuto all’avanzare dell’età della capacità cognitiva e della velocità di elaborazione dell’informazione.
  8. Il declino del VO2max  è pari a circa 1’1% all’anno negli adulti di ambo i sessi. Gli anziani fisicamente attivi mantengono una capacità aerobica più elevata rispetto ai loro coetanei sedentari, indipendentemente dall’età.
  9. Uno stile di vita sedentario induce peggioramenti delle capacità funzionali di entità almeno paragonabili a quelle dell’invecchiamento. L’attività fisica regolare produce miglioramenti delle funzioni fisiologiche durante tutto l’arco della vita; le condizioni fisiche di partenza, le caratteristiche genetiche e il tipo e la quantità di esercizio determinano l’entità dei cambiamenti.
  10. Gli atleti anziani presentano almeno il 20% in meno di grasso corporeo e il 20% in più di massa magra rispetto ai loro coetanei sedentari; questo suggerisce che l’attività fisica abituale assicura un qualche grado di protezione dagli effetti negativi dell’invecchiamento sulla composizione corporea.

Potrebbe essere utile per un approfondimento una mia pubblicazione su L’allenamento della forza nella terza età

Gran parte del testo  e le immagini di questo articolo provengomo da:
Fisiologia applicata allo sport. Aspetti energetici, nutrimenti e performance
di William D. McArdle (Autore), Frank I. Katch (Autore), Victor L. Katch (Autore), G. Fano (a cura di), G. Miserocchi (a cura di)